» Tre manoscritti

Teatro Miela - piazza Duca degli Abruzzi, 3 Trieste
martedì 01 ottobre 2019 ore 19:30
ingresso: 12,00

martedì 01 ottobre 2019 – ore 19:30

Teatro Miela
TRE MANOSCRITTI
performing reportage di e con Monika Bulaj
Monika Bulaj fotografa, scrittrice, giornalista e reporter, ci dà la possibilità attraverso il suo reportage (un viaggio a ritroso di Marco Polo dalla Cina all’Europa), di poter vedere cosa per millenni hanno condiviso diversi paesi attraverso la culture, la religione e i sogni nonostante i finti confini dell’uomo.

Nel Medio Oriente e sul Caucaso, in Asia e nelle Afriche degli esili, lungo i confini d’Europa, sotto i nostri occhi sta scomparendo la ricchezza della complessità, in quelle terre dove per millenni le genti hanno condiviso i santi, i gesti, i simboli, i miti, i canti, gli dei. I cristiani del Pakistan, i maestri sufi d’Etiopia e Iran, gli sciamani afghani, gli ultimi pagani del Hindu Kush e degli Urali, i nomadi tibetani, le sette gnostiche dei monti Zagros. Le ultime oasi d’incontro tra fedi, zone franche assediate dai fanatismi armati, patrie perdute dei fuggiaschi di oggi. Luoghi dove gli dei parlano spesso la stessa lingua franca, e dove, dietro ai monoteismi, appaiono segni, presenze, gesti, danze, sguardi. Ho viaggiato tra i confini spirituali, nei crocevia dei regni dimenticati, dove scintillano le fedi e le tradizioni dei più deboli ed indifesi, con la loro resistenza fragile ed inerme, la loro capacità al dialogo e all’incontro. In cammino con i nomadi, minoranze in fuga, pellegrini, cercando il bello anche nei luoghi più tremendi. La solidarietà nella guerra. La coabitazione tra fedi laddove si mettono bombe. Le crepe nella teoria del cosiddetto scontro di civiltà, dove gli dei sembrano in guerra tra di loro, evocati da presidenti, terroristi e banditi. Al centro è il corpo. Chiave di volta e pomo della discordia nelle religioni. Iniziato e benedetto, svelato e coperto, temuto e represso, protetto e giudicato, intoccabile e impuro, intrappolato nella violenza che genera violenza, corpo-reliquia, corpo martire, corpo-trappola, corpo-bomba. Mi piace pensare il corpo come un tempio. Il corpo che contiene il segreto della memoria collettiva. Il corpo che non mente. Il sacro passa attraverso il corpo. Lo trafigge. Nell’arcaicità dei gesti, si legge la saggezza arcana del popolo, la ricerca della liberazione attraverso l’uso sapiente dei sensi.

Con il sostegno di Pulitzer Center on Crisis Reporting

organizzazione: Bonawentura

Ingresso € 12,00, riduzioni convenzionate € 10,00. Prevendita c/o biglietteria del teatro (tel. 0403477672) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00

Scritto il 20 settembre 2019
in Calendario, Diario, News

Con il contributo di

Programma S/paesati

Newsletter

Resta sempre informato sulle attività dell'Associazione culturale S\Paesati.

* campo richiesto.