» SOCIAL COMEDY intrigo in via Doganelli

Teatro Miela, piazza duca degli abruzzi, 3
venerdì 28 ottobre 2016 ore 21:00
ingresso: 10,00 €

Giovedì 27 ottobre e venerdì 28 ottobre Teatro Miela
ore 21 spettacolo

una produzione Mamarogi ICS – Consorzio Italiano di Solidarietà, Associazione Culturale S/paesati, Bonawentura Teatrino del Rifo. In collaborazione con il Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Progetto realizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

SOCIAL COMEDY

intrigo in via Doganelli
di Maurizio Zacchigna, regia di Marko Sosič con Manuel Buttus, Roberta Colacino, Daniele Fior, Adriano Giraldi, Marcela Serli, Maurizio Zacchigna.

QUESTA È “SOCIAL COMEDY – INTRIGO A VIA DOGANELLI”
Quattro operatori sociali estremamente variopinti, la loro capa estremamente
autorevole, un drammaturgo estremamente sperduto, un poliziotto gentile sempre in vivavoce e un’anziana signora…. (del Ku Kux Klan?) E poi rifugiati afgani di cui si parla sempre ma che non si vedono mai. Tutti insieme durante due giornate ricche di tensioni, colpi di scena, equivoci, incontri, scontri, tragedie annunciate, tragedie evitate, un’amore etero e una storia omosessuale. Va bene, ma di cosa si occupano quegli operatori? Cosa ci fa in scena uno che dice di essere l’Autore della commedia? Cosa c’entra poi un’anziana signora razzista?
Difficile dirlo in due parole; l’unica chance per trovare una risposta sensata a queste domande è vedere Social Comedy, la prima commedia italiana che racconta la quotidianità lavorativa all’interno di una o.n.l.u.s. impegnata, come molte nel nostro paese, nell’accoglienza ai richiedenti asilo. La vicenda narra di Àhmad, un giovane profugo afgano che è alla vigilia del fatidico incontro con la commissione territoriale che deciderà se concedegli o meno lo stato di rifugiato. Ma a tutt’oggi, nonostante l’aiuto di Renzo, uno degli operatori più esperti, non è ancora riuscito a redigere la sua domanda. Cambia versioni, si contraddice. Perché? Quale mistero si nasconde dietro alle cicatrici che ha sulla pancia?
Contemporaneamente al caso di Àhmad gli operatori della nostra o.n.l.u.s. seguono la sistemazione di un appartamento preso in affitto e destinato a ospitare un gruppo di otto afgani attesi da un momento all’altro. Tutto bene se non fosse che quell’appartamento è sito nello stabile di via Doganelli 6, lo stesso dove al quarto piano abita la terribile e folkloristica signora Devotich, un’ideologa razzista. Social Comedy è una commedia polimorfa nella quale realistico e fantastico si inseguono fin dall’inizio ma senza pericolo di smarrirsi: la commedia vola decisa verso l’obiettivo civile per cui è stata scritta.

PERCHÉ “SOCIAL COMEDY” ?
Ogni fenomeno epocale, anche quello apparentemente più destabilizzante come lo spostamento di milioni di persone a causa di guerre e povertà estrema, se visto da vicino può sorprendere se spogliato della sua rappresentazione minacciosa.
Si è scelto perciò intenzionalmente di scrivere una Commedia ritenendola la forma di teatro più adatta a raccontare una vicenda come questa esaltandone la normale quotidianità, evitando eroismi, sentimentalismi e primati etici. Ci siamo focalizzati sul lavoro e le sfide giornaliere di chi opera nell’accoglienza: trovare risposte concrete fra telefoni che squillano sempre o tacciono troppo, riunioni interrotte da emergenze, dubbi, certezze, sbagli e successi. Soddisfazioni. Persone amiche e avversari acerrimi. Incompetenze. Politici vicini che fanno male le cose e politici avversi che le fanno bene. Benpensanti sui pianerottoli. Cene etniche. Insomma il lavoro, quello con gli ospiti, i profughi, e quello al fianco dei colleghi. Ma sullo sfondo di questa quotidianità abbiamo messo in evidenza una trama centrale suggestiva, tanto fantastica quanto verosimile. L’obiettivo che speriamo di raggiungere, dopo aver ottenuto l’abbassamento delle difese da parte dello spettatore immerso in questa storia pop fatta di un po’ di love-story, di un po’ di giallo, di colpi di scena e intrecci, è quello di fornire al cittadino/spettatore stimoli nuovi per ricalibrare la propria visione di un mondo in inarrestabile mutamento.

Scritto il 29 settembre 2016
in Edizione 2016

Con il contributo di

Programma S/paesati

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