» Martedì 14 novembre Come diventare sloveni in 50 minuti

Martedì 14 novembre alle 21.00 al Teatro Miela andrà in scena lo spettacolo “COME DIVENTARE SLOVENI IN 50 MINUTI” di Sabrina Morena, Martina Kafol, Martin Lissiach, Daniel Dan Malalan, con Daniel Dan Malalan e Alessandro Mizzi (video), alla fisarmonica Boštjan Zavnik, produzione Associazione culturale S/paesati e Glasbena Matica in collaborazione con Primorski Dnevnik e Slofest

La lingua, le tradizioni e le abitudini degli sloveni sono diventati materia di uno spettacolo divertente e autoironico, nato su iniziativa della regista Sabrina Morena. In questo caso la regista ha tratto ispirazione dal testo di Laila Wadia Come diventare italiani in 40 minuti. La forma è in entrambi i casi quella dello slide-show, molto diffuso soprattutto in ambito anglosassone: una combinazione di immagini e parole, proiezioni e recitazione dal vivo.
Il progetto originario si è sviluppato come lavoro autoriale d’équipe, al quale hanno contribuito oltre alla regista anche Martina Kafol, Martin Lissiach e Daniel Dan Malalan. Alessandro Mizzi partecipa alla realizzazione come attore ospite nei contributi video e ha contribuito allo spettacolo con la sua vena umoristica e l’esperienza cabarettistica. La colonna sonora dal vivo è a cura del fisarmonicista Boštjan Zavnik.
Gli spettatori impareranno quali siano le feste, le tradizioni e le istituzioni di fondamentale importanza per la comunità slovena nella nostra regione, ma anche il corretto utilizzo e pronuncia di alcune parole, per evitare imbarazzanti o comici equivoci. Il riadattamento spiritoso e attualizzato di miti sloveni, diversi vademecum per il corretto utilizzo di osmize e centri commerciali sloveni, consigli per una maggiore comprensione reciproca in situazioni quotidiane, non da ultimo anche consigli grammaticali, sono soltanto alcuni capitoli nella ricca serie di scene nelle quali lo spettatore locale si riconoscerà facilmente, divertendosi quindi ancora di più.
Lo spettacolo è dedicato a tutti quelli che vogliono conoscere la cultura slovena e agli Sloveni delle varie latitudini che voglione ridere di se stessi. Per questo parla sia degli sloveni in Italia che di quelli d’oltreconfine, anche perchè le peculiarità degli uni o degli altri sono molto specifiche.
Di questo piacevolissimo lavoro in un gruppo particolarmente affiatato e divertito, la regista ha detto: »Tutti i coautori sono persone che sono nate e vivono in questo territorio e conoscono molto bene la prospettiva bilingue. Ci siamo divertiti con stereotipi, equivoci, sempre nel segno di un confronto positivo tra due culture.«
Lo spettacolo è bilingue e quindi fruibile da tutti senza bisogno di sovratitoli. Ha avuto un grande successo con più di 45 rappresentazioni.

Scritto il 12 novembre 2017
in Diario, News

Con il contributo di

Programma S/paesati

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