» Madrigne

Teatro Miela
martedì 19 ottobre 2010 ore 20:30
ingresso:

L’Associazione Culturale Multietnica La Tenda
La Compagnia delle Poete in
In scena le poete Livia Bazu, Mia Lecomte, Sarah Zuhra Lukanic, Melita Richter, Candelaria Romero.
Scenografia Janine Von Thüngen. Racconto musicale Alberto Chicayban
A cura di Vesna Stanic

Poesie di Prisca Agustoni, Cristina Ali Farah, Livia Bazu, Laure Cambau, Adriana Langtry, Mia Lecomte, Sarah Zuhra Lukanic, Vera Lucia de Oliveira, Francisca Paz Rojas, Brenda Porster, Barbara Pümhosel, Sally Read, Melita Richter, Candelaria Romero, Jacqueline Spaccini, Eva Taylor

a seguire incontro con la Compagnia
Madri, matrigne, madrine… – caustiche, tenere, ilari, voraci, assorte – tutte ad esprimere la propria femminilità attraverso una parola poetica che non conosce frontiere né distanze. La Compagnia delle Poete, nata nell’estate del 2010, raccoglie una ventina di poete italofone da diversi continenti in una sorta di “orchestra” vocale multiculturale.
In collaborazione con SIL

Il progetto, presentato all’interno di un programma di seminari creoli, pensati e coordinati dal prof. Armando Gnisci dell’Università La Sapienza di Roma con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma, è oggetto di tesi di laurea di studenti dello stesso Ateneo.
Madrigne, il secondo spettacolo della Compagnia dopo il debutto romano con Acromazie, è presentato a Trieste in Prima Nazionale.
Il titolo è un neologismo trasversale che vuole riunire in una sola immagine i ruoli diversi che si trova a ricoprire ogni donna, per ricomporre il quadro di un universo femminile in cui ognuna è in tutto diversa e insieme in tutto uguale alle altre.
Madri, matrigne, madrine… – caustiche, tenere, ilari, voraci, assorte – tutte ad esprimere la propria femminilità attraverso una parola poetica che non conosce frontiere né distanze, ma supera lingue e confini per toccare il cuore dell’esistente.

La Compagnia delle Poete è nata nell’estate del 2010, per iniziativa di Mia Lecomte, poeta italofrancese e studiosa di letteratura della migrazione. A comporla sono tutte poete straniere e italostraniere, almeno in parte italofone o residenti per un periodo dell’anno in Italia. Si tratta, al momento, di una ventina di poete da diversi continenti, accomunate da una particolare storia personale di migranza e transnazionlità, affiancate nella realizzazione degli spettacoli da artiste che abbiano lavorato in ambito internazionale, muovendosi tra esperienze differenti. L’idea è quella di una sorta di “orchestra” che armonizzi la poesia di ciascuna poeta, influenzata dalle diverse tradizioni linguistiche e culturali, in spettacoli in cui la parola è sostenuta e ampliata da molteplici linguaggi artistici. E secondo una struttura “modulare”, che a seconda delle occasioni di esibizione e delle poetesse in scena, modifica e adatta di tappa in tappa la formula di base sulla quale è costruito lo spettacolo. Per riportare la poesia al pubblico, restituendola alla sua originaria funzione di oralità condivisa. E per dare voce alla scrittura migrante, che all’oralità è legata più di ogni altra per quanto riguarda la tradizione di alcuni paesi, ed è il risultato più interessante e innovativo dell’ibridazione e del meticiammento che contraddistinguono la storia più vitale della cultura di questo secolo.

Scritto il 9 giugno 2011
in Archivio, Edizione 2010

Con il contributo di

Programma S/paesati

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