» Laboratorio teatrale con Marcela SERLI

Teatro Miela, Piazza Duca degli Abruzzi, 3 Trieste
venerdì 10 novembre 2017 ore 19:00
ingresso: su iscrizione

Laboratorio teatrale sulla narrazione del sè.
La rivoluzione, tra coraggio e paura, desiderio e fuga.

LABORATORIO ” Identità e la narrazione del sè: Performare la propria storia ”
Teatro Miela
Venerdì 10 novembre dalle *19.00* alle *22.00*,
Sabato 11 novembre dalle *10.00* alle *16.00*
Domenica 12 novembre dalle *10.00* alle *18.00*
costo 80,00 euro
info@spaesati.org – tel 339 8282089

Tante cose si possono dire ma solo una è precisa e sintetica: Il teatro esiste quando qualcuno ha una storia da raccontare e qualcun altro è disposto ad ascoltarla.
E sembrerebbe semplice se non fosse che per suscitare questo desiderio di essere ascoltati bisogna aver maturato una buona consapevolezza di sé e delle proprie potenzialità di “comunicatori”. Non basta sicuramente il talento a far destare l’attenzione di qualcuno. Esistono dei metodi, esistono degli esercizi, esiste, insomma, la tecnica. Imparare a capire qual è la potenzialità del corpo e della voce, imparare a capire fino dove arrivare, fa parte del lavoro dell’attore. Mettersi in gioco sapendo dove si è. Controllare e perdere il controllo.
Tenersi e lasciarsi andare. Ecco il gioco. Noi proveremo a lavorare sulla nostra CREDIBILITA’ e sulla nostra POTENZA sia vocale sia fisica. Lavorando contemporaneamente su qualcosa di molto importante: il RITMO.
Lavoreremo sulla percezione del nostro corpo, del suo peso e della sua occupazione nello spazio (esteriore e interiore), sulla percezione degli altri nello spazio e quindi del loro peso.
Indagheremo le potenzialità espressive del corpo e degli stati emotivi attraverso tecniche di improvvisazione e dunque di composizione.
Un momento della giornata sarà dedicato al lavoro da “performer”, in cui il corpo diventerà strumento artistico, per giungere a teatralizzare il sé.
Infine proveremo a lanciare la fantasia dalla finestra senza paura che si sfracelli.
Cercheremo, con la poetica del “tutto è possibile” (almeno qui), di GIOCARE CON COSCIENZA. Lavorando sull’ascolto, sull’intesa.
AI PARTECIPANTI
– I partecipanti saranno invitati a proporre un frammento di un testo o una poesia che riguardi
la rivoluzione, interiore o esteriore, e una canzone che parli di coraggio o di paura, su cui si articolerà parte del lavoro.
– Vi chiedo di portare, oltre agli abiti che usate tutti i giorni (abiti con i quali vi identificate e/o presentate in società) anche degli abiti comodi per lavorare. Vi chiedo però di non venire in tuta da ginnastica ma con degli abiti che vi rendano anche un po’ eleganti, che vi piacciano (ripeto: comodi però!), con i quali andrete a terra se necessario.
– Vi chiedo di portare delle vostre fotografie, di voi. Vi chiedo che appartengano al vostro passato. Una, due, molte, quante desiderate.
– Vi chiedo di portare un oggetto vostro, che avete a casa, che potendo buttereste via subito.
– Vi chiedo di scrivere in poche righe un vostro desiderio, un desiderio nascosto, che non conoscono i vostri amici o che è segreto. Anche che non c’entri niente con il nostro argomento. E vi chiedo di portare questa pagina con queste parole al nostro incontro. Queste righe rimarranno a voi. Nessuno le leggerà mai.

PER CHI NON RIUSCISSE A PROCURARE TUTTE QUESTE COSE, CAPIREMO COSA FARE SUL MOMENTO.

Scritto il 20 settembre 2017
in Edizione 2017

Con il contributo di

Programma S/paesati

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