» L’Europa fra tramonto e sogni: la questione multiculturale

Teatro Stabile Sloveno
venerdì 05 novembre 2010 ore 18:00
ingresso:

con il sociologo Fouad Allam Khaled Fouad Allam(Università di Trieste) e lo scrittore Boris Pahor, moderatore Tatiana Rojc.

Le minoranze nell’Europa delle Nazioni, le spinte centrifughe e centripete della modernità e il ruolo dell’intellettuale di fronte a queste trasformazioni.

Boris Pahor , scrittore sloveno nasce a Trieste il giorno 28 agosto 1913. Finite la scuole medie frequenta il seminario di Capodistria che per non termina. Con l’avvento dell’occupazione tedesca della Venezia Giulia, si unisce alle unità partigiane slovene che operavano nella zona.
Catturato dai nazisti Pahor viene internato in vari campi di concentramento prima in Francia e poi in Germania (Natzweiler-Struthof, Dachau, Bergen-Belsen). Terminato il conflitto mondiale torna nella città natale, aderendo a numerose imprese culturali dell’associazionismo cattolico e non-comunista sloveno.
Negli anni ’50 diventa il redattore principale della rivista “Zaliv” (Golfo) che si occupa di temi letterari, ma anche di questioni di attualità. In questi anni Boris Pahor mantiene un contatto costante e stretto con Edvard Kocbek, poeta sloveno dissidente suo caro amico. Insieme allo scrittore Alojz Rebula, nel 1975 pubblicherà il libro “Edvard Kocbek: testimone della nostra epoca” (Edvard Kocbek: pričevalec našega časa): il testo provoca aspre reazioni da parte del governo jugoslavo. Le opere di Pahor vengono proibite nella Repubblica Socialista di Slovenia e all’autore viene proibito l’ingresso in Jugoslavia.
Grazie alla sua postura morale ed estetica, Pahor diventa uno dei più importanti punti di riferimento per la giovane generazione di letterati sloveni, a cominciare da Drago Jančar, uno dei più noti scrittori sloveni contemporanei, le cui opere sono state tradotte in tutto il mondo in sloveno sono tradotte in francese, tedesco, serbo-croato, ungherese, inglese, spagnolo, italiano, catalano e finlandese.
L’opera più nota di Pahor si intitola “Necropoli” (1997), romanzo autobiografico sulla sua prigionia a Natzweiler-Struthof.
giugno del 2008 ha vinto il Premio Internazionale Viareggio- Versilia, nel maggio del 2007 è stato insignito con la onorificenza francese della Legion d’onore, il Premio Prešeren, maggiore onorificenza slovena nel campo culturale (1992) e il San Giusto d’Oro 2003. Nel 2008 è stato finalista e quindi vincitore del Premio Napoli per la categoria “Letterature straniere” con Necropoli. Nel novembre 2008 gli è stato conferito il Premio Resistenza per il libro Necropoli. Il 18 dicembre 2008 Necropoli è stato eletto Libro dell’Anno da una giuria di oltre tremila ascoltatori del programma di Radio3, dedicato ai libri, Fahreneit.

Scritto il 9 giugno 2011
in Archivio, Edizione 2010

Con il contributo di

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