» GUARDAMI Quadri per un’esposizione di e con Piera Principe

Teatro Stabile Sloveno, Via Petronio, 4 Trieste
giovedì 17 novembre 2016 ore 20:30
ingresso: 10,00 €

Giovedì 17 novembre Teatro Stabile Sloveno
ore 20.30 danza

GUARDAMI

Quadri per un’esposizione di e con Piera Principe
contrabbasso Michele Anelli
“Questo quadratino di spazio è la mia stanza privata… è la mia cassa toracica, c’è una pallina rossa spostata dal centro, un cuore che mi ricorda di agire sempre dentro i suoi battiti. Ho imparato dal mio corpo spezzato ad apprezzare il valore del limite come il valore dell’errore. Il bel gesto così come l’errore muovono l’essere poetico da dentro . Non è mai stata la ricerca della bellezza o della abilità che mi hanno interessato, ma la ricerca della grazia” (Piera Principe).

Laboratorio “La zattera di Nessuno” con Piera Principe per danzatori/rici disabili e operatori 12-13 novembre/ 19- 20 novembre – info@spaesati.org

 

A me piace delimitare lo spazio e agire in un quadratino di palcoscenico

La mia presenza in questo quadratino di palcoscenico è come quella di un ragno che in un angolo, tra i muri di una stanza, tesse la sua ragnatela

Aspetto quel farsi del gesto necessario… necessario come il filo che il ragno produce per costruirsi una quarta parete

Una trama silenziosa sospesa tra limiti e imperfezioni

Questo quadratino di spazio è la mia stanza privata… è la mia cassa toracica, c’è una pallina rossa spostata dal centro, un cuore che mi ricorda di agire sempre dentro i suoi battiti

Ho imparato dal mio corpo spezzato ad apprezzare il valore del limite come il valore dell’errore

Il bel gesto così come l’errore muovono l’essere poetico da dentro

Non è mai stata la ricerca della bellezza o della abilità che mi hanno interessato, ma la ricerca della grazia

Incontrando lo spazio, un gesto portato dalla grazia lo accarezza soltanto, non vuole sedurlo, possederlo a tutti i costi

La grazia attende l’altro. Attende altro, l’inedito che si nasconde, il numinoso ed è questo l’incontro che non spegne il desiderio del suo cuore

Nell’ attesa prolungata ascolto davvero e sposto i miei confini

Se riconosco la forza della sua fragilità il corpo ancora oggi mi permette di danzare giocando, di dialogare con la danza senza fare danza

Radicata nella terra attraverso un corpo icona e trasparenza al tempo stesso una danzatrice si dispone ad intercettare l’inedito

Inedito che qua e là si presenta se lascerà dialogare il suo segno con i sensi sottili che hanno sede nella memoria del cuore

A questo dialogo amoroso non resta che mettere la punteggiatura.

Piera Principe

(da “La Zattera di Nessuno” diario di una danzatrice tra abilità e disabilità)

 

Piera Principe

Dopo gli anni di formazione iniziata in Italia nel 1974, si perfeziona a Parigi, New York e Boston.  Fin dagli anni Ottanta apre la sua ricerca artistica alla musica jazz e all’improvvisazione danzando con diversi musicisti del panorama internazionale come Stefano Battaglia, Giorgio Gaslini, Daniele di Gregorio e Guido Mazzon. Dal 1999 al 2010 fa parte della compagnia Sosta Palmizi con cui si esibisce in Italia e all’estero.

Coreografa e autrice dall’esperienza gestuale particolare ( poli-fratturata a causa di un gravissimo incidente stradale), tornò in palcoscenico nel 1989 dopo due anni di immobilità totale, vincendo lo Spazio Nuove Proposte al Concorso “Vignale Danza” con l’ assolo “ Riservato” poi ripreso nel ‘92 con la regia di Stefano Monti.
Dedica dai primi anni ‘90 la sua ricerca anche al limite-come-diversa-opportunità sia in campo formativo che artistico.
Ha creato il metodo “La memoria poetica del Corpo” e il laboratorio permanente per viaggiatori abili e disabili: “La Zattera di Nessuno” promosso da Anffas MilanoOnlus con cui collabora dal 1996.

La sua ricerca è stata oggetto di diverse tesi di laurea presso le università di Bologna, Firenze e Milano.
Dirige laboratori al Centro internazionale della danza ( CID) a Rovereto e master in diverse università italiane. Per alcuni anni ha collaborato come docente di Area Motoria presso l’Università di Scienze della Formazione Milano Bicocca partecipando al libro “ I laboratori del corpo” di Ivano Gamelli. Edizioni libreria Cortina.

Solo-performer realizza e propone ancora oggi “poesie gestuali” e performances di grande intensità.
“Guardami” sull’improvvisazione totale contiene pagine del suo libro “ La zattera di Nessuno” diario di una danzatrice tra abilità e disabilità (edizioni Titivillus).

 
La Zattera di Nessuno
Un laboratorio in forma di viaggio per acqua, dedicato al Mediterraneo: mare – madre di vicinanza di Piera Principe
La Zattera di Nessuno è un laboratorio in forma di viaggio per acqua ispirato all’Odissea. Un viaggio di ritorno al corpo e alla poesia del gesto.
“Assumendo le nostre abilità e i nostri limiti come straordinarie opportunità di lavoro, rifonderemo l’idea che avevamo di noi stessi sulla verità, rinnovando la relazione e il con-tatto con il nostro corpo e quello dei nostri compagni di viaggio.
In un luogo che chiameremo Zattera ci incontreremo per la stessa ragione: non fare quel viaggio da soli… poi tutti saremo l’Odisseo, noi stessi e Nessuno. (Piera Principe)

Le Tappe del viaggio:

LA PARTENZA: training armonico “la memoria poetica del corpo”occupazione dello spazio-zattera, prossemica iniziale, partire con un gesto.

LA MAGIA: training armonico “la memoria poetica del corpo”, la fiaba come spunto teatrale al gioco del corpo, al racconto e all’uso della voce.

L’OBLIO: “la memoria poetica del corpo” l’esagerazione come pratica liberatoria del corpo-soggetto e del corpo-voce.

IL GRANDE E IL PICCOLO: “la memoria poetica del corpo”, tecniche teatrali per l’approccio e l’esposizione delle abilità e delle disabilità di ognuno, “l’angelo ed il suo compagno”: una forma d’ascolto.

L’IMMOBILITA’: training armonico (sulla sedia ) “la memoria poetica del corpo”, sirene, polene e bassorilievi per la giornata del “corpo legato”.

LA TEMPESTA: “ la memoria poetica del corpo”, la madre: una relazione fatta di gesti, ricordi ed emozioni.

L’AMORE : “ la memoria poetica del corpo”, il corpo dell’altro come luogo di ri-conoscenza e di abbandono.

IL GRANDE RACCONTO: “ la memoria poetica del corpo” la pratica del ricordo: viaggio dentro alle tappe della Zattera di Nessuno.

IL RITORNO: “ la memoria poetica del corpo”, la coralità nel gesto, nel canto e nel racconto del gruppo- zattera. Tutti insieme Nessuno.

Scritto il 29 settembre 2016
in Edizione 2016

Con il contributo di

Programma S/paesati

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