» Incontro EUROPA al presente e al futuro – Capitolo 1 // Spettacolo Condominio Europa

Teatro Miela - piazza Duca degli Abruzzi, 3 Trieste
mercoledì 11 ottobre 2017 ore 19:00
ingresso: Incontro ingresso libero // Spettacolo 12,00 €

Mercoledì 11 ottobre 2017

ore 19.00

EUROPA AL PRESENTE E AL FUTURO – CAPITOLO 1

con le storiche Luisa Accati (Università di Trieste) e Marta Verginella (Università di Lubiana) e con il filosofo Igor Pribac (Università di Lubiana)
Il futuro dell’Unione Europea dipende dalla capacità di analisi del presente e dalle nuove proposte e idee da mettere in campo. Il primo di un ciclo di incontri con vari intellettuali che si confrontano sull’identità europea.

Luisa Accati Levi (Torino,1942) Compie ricerche sulla devozione mariana e sul rapporto madre-figlio, operando confronti tra modelli normativi e culturali e rapporti interfamiliari. Scrive un romanzo antropologico — Il matrimonio di Raffaele Albanese (Milano, Anabasi 1994) — come specchio di questa realtà, e un saggio, Il mostro e la bella. Padre e madre nell’educazione cattolica dei sentimenti (Milano, Cortina 1998). Studia il rapporto fra immagini delle arti figurative e immaginario sacro, pubblicando sull’argomento un libro, Scacco al padre. Immagini e giochi di potere (Venezia, Marsilio 2007). Ha pubblicato articoli su: “Annales”, “Arenal”, “Clio”, “Duoda”, “Freibeuter”, “Genesis”, “Gender and History”, “Historia Social”, “Memoria”, “Quaderni Storici”, “Studi medievali”, “Studi Storici”. Insegna dal 1975 alla Facoltà di Lettere dell’Università di Trieste Storia Moderna e Etnostoria

Marta Verginella (Trieste, 1960) è professore ordinario di Storia dell’Ottocento e Teoria della storia presso il Dipartimento di Storia dell’Università di Lubiana. Collabora con l’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione del Friuli-Venezia Giulia di Trieste e l’Università del Litorale di Capodistria. Si occupa di storia sociale e di storia delle donne, in particolare studia le pratiche identitarie e il fenomeno del nazionalismo in aree multietniche e l’uso politico della storia in zone di confine. Tra i suoi ultimi lavori: Lo svilimento della memoria e l’uso politico della storia in Slovenia, in Le memorie difficili, a cura di Giuliana Parotto, Trieste, Beit, 2013; Profughe slovene tra Grande Guerra e ascesa del fascismo, in «Storia delle donne», 9 (2013); Dolga pot pravic žensk. Pravna in politična zgodovina žensk na Slovenskem, Ljubljana, Založba FF, 2013; La guerra di Bruno. L’identità di confine di un antieroe triestino e sloveno, Roma, Donzelli, 2015.

Igor Pribac (Capodistria, 1958) è un filosofo sloveno. Nato a Capodistria nel Litorale Sloveno, dove ha preso il diploma di scuola superiore. Ha studiato filosofia e sociologia all’Università di Lubiana. Ha ottenuto il massimo dei voti con una tesi sul criticismo di Spinoza e Cartesio sotto la supervisione del filosofo  Božidar Debenjak. Nel 1998 ha ottenuto il dottorato di ricerca con una tesi sul diritto naturale di Hobbes e Spinoza. Dal 1985 ha insegnato alla Facoltà di Arte dell’Università di Lubiana. Ha tradotto molti testi di filosofia dall’inglese all’italiano, compresi  Will Kymlicka, Paolo Virno, Cesare Beccaria, e Thomas Hobbes. Ha anche scritto su varie tematiche attuali, comprese la psicologia e la psicoanalisi, il diritto naturale, la teoria politica moderna e la nozione di post-modernismo. Ha pubblicato molte importanti riflessioni su tematiche contemporanee, come i diritti degli animali, la televisione, e il cambiamento del ruolo del matrimonio nelle società post-moderne.

Ingresso libero

 

Mercoledì 11 ottobre 2017

ore 21.00

CONDOMINIO EUROPA – come diventare europei doc!

di Sabrina Morena, Martin Lissiach, Daniel Dan Malalan
con Daniel Dan Malalan e Nikla Petruška Panizon/ Marzia Postogna
con la partecipazione straordinaria in video di Laura Bussani, Vesna Guštin, Tiina Hallikainen, Franko Korošec, Alessandro Mizzi, Marcela Serli, Mefehnja Tatcheu
regia di Sabrina Morena

coproduzione Teatro Stabile Sloveno e Bonawentura
in collaborazione con ZSKD e Mittelfest

Si tratta nuovamente di un testo scritto a più mani da un’équipe che ha già collaborato alla realizzazione dello spettacolo di grande successo Come diventare sloveni in 50 minuti, del quale in qualche modo rappresenta l’evoluzione, proponendo agli spettatori (e agli attori) una sfida ancora più esaltante, quella di diventare veramente europei.
Il condominio in questione è una metafora dell’Europa moderna, nella quale convivono tra armonie e immancabili contrasti, persone di diverse nazionalità. Un fatto misterioso accende gli animi e i pregiudizi si fanno strada insieme al sospetto nei confronti di ognuno dei vicini di casa.
Protagonisti della vicenda sono un cantante d’opera triestino e la sua compagna: il primo è un conservatore, la seconda è appassionata di culture esotiche, uno è legatissimo alle tradizioni carsiche, l’altra una vegetariana e salutista convinta. Con loro dialogano i condomini, che con i loro diversi punti di vista interpretano abitudini e stereotipi legati ai paesi di provenienza: le donne emancipate dell’Europa del nord, i ferventi cattolici polacchi, i sospettosi serbi, la passione latina della gente del sud.

Note di regia Sabrina Morena
Come donna,  autrice e regista mi interessano le questioni riguardanti l’identità – non a caso ho fatto la regia dello spettacolo Come diventare italiani in 40 minuti di Laila Wadia  e ho scritto con Martin Lissiach, Danjel Dan Malalan, Martina Kafol Come diventare sloveni in 50 minuti, spettacolo di cui ho anche curato la regia.

Nelle zone di confine il tema dell’identità è stato spesso vissuto in modo drammatico perché l’identità di appartenenza era negata o svilita oppure occorreva rafforzare la propria perché così meglio si contrapponeva a quella dell’altro, soprattutto in situazioni di conflitto. Il confine è stato purtroppo teatro di guerra per ben due conflitti mondiali e teatro di scontri fino a poco tempo fa. Dalle nostre parti si è completamente pacificato con l’ingresso della Slovenia in Europa consentendo alla gente di confine di tirare un sospiro di sollievo e di vivere in pace.  E’ diventato quindi più facile parlare di identità e di trattare il tema in modo ironico e scherzoso.  L’identità sfaccettata di cui ognuno di noi è portatore o portatrice spesso viene ridotta a uno stereotipo. In generale l’immagine dell’altro è purtroppo filtrata attraverso la lente dei nostri pregiudizi. Condominio Europa vuole riflettere in modo scherzoso e divertito sulla convivenza tra i popoli europei in cui gli stereotipi e i pregiudizi sono degli elementi che ostacolano la conoscenza reciproca e il dialogo fra gli individui. Condominio Europa è un gioco, una metafora, un’allegoria, una commedia che vuole parlare dell’identità europea – da qui il sottotitolo Come diventare europei doc. E’ evidente che l’Unione Europea non è un condominio perché è un organismo molto più complesso dove le variabili sono innumerevoli. L’Unione Europea nasce da un’utopia, il grande sogno di Altiero Spinelli e di altri come lui che erano segregati nel carcere fascista e sono stati capaci di sognare un’unità fra popolazioni tanto diverse fra loro nell’ora più buia della storia del nostro continente. Ora quest’unione è diventata una realtà, da migliorare, ma è pur sempre un’utopia realizzata che ci consente di vivere in pace: dei popoli diversi per lingua, cultura, religione hanno unito le proprie risorse per costruire una dimensione in cui ciascun cittadino possa crescere e realizzarsi senza dover temere un conflitto da parte dei propri vicini.  Si è realizzata una convivenza che fino a 70 anni fa pareva irrealizzabile.  Questa pace è il bene più prezioso e a tutti i costi dobbiamo preservarla.

Repliche:

giovedì 12 ottobre 2017 ore 11.00 – RISERVATO ALLE SCUOLE

giovedì 12 ottobre 2017 ore 19.30 – INGRESSO € 12,00

Ingresso € 12,00

 

 

Scritto il 20 settembre 2017
in Edizione 2017

Con il contributo di

Programma S/paesati

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