» Esuli, profughi, rifugiati e… (in una parola) migranti.

Teatro Miela
giovedì 21 ottobre 2010 ore 20:30
ingresso:

Di e con Emilio Franzina e con Sabrina Turri (voce) e Mirco Maistro (fisarmonica).
La conferenza spettacolo è una formula inventata dall’autore – professore di Storia Contemporanea dell’Università di Verona e performer a tempo perso – per rievocare con i suoni e le melodie del passato fatti e vicende dell’emigrazione italiana fino a toccare l’attuale immigrazione in Italia

Venerdì 22 ottobre 2010 ore 8.30 – Teatro Miela replica per le scuole

Lezione di storia cantata a due voci
su centocinquant’anni di migrazioni dall’Italia e in Italia
Memorie dell’antica mobilità territoriale
Donne amori e migrazioni
L’emigrazione continentale e i maschi giovani
La prima America
Dalle Alpi alle Ande
Andiamo nel Brasile
Lettere e autobiografie di migranti in America Latina
Profughi e proscritti
L’ultima emigrazione dall’Italia
Rimpatri e rientri
I brasiliani di origine veneta a Veronetta
Le voci degli altri: lettere dall’Italia immigratoria di fine secolo scorso

La conferenza spettacolo è una formula inventata dall’autore – professore di Storia Contemporanea nell’Università di Verona e performer a tempo perso – per rievocare con i suoni e le melodie del passato fatti e vicende, come qui quelle d’emigrazione, a cui rimanda la storia sociale dell’otto/novecento, una storia su cui egli vanta, senza peraltro troppo vantarsi, delle specifiche competenze.
Da molti anni tale formula, realizzata in collaborazione con gruppi musicali quali gli Hotel Rif e la Piccola Bottega Baltazar o con interlocutori mirati come il fisarmonicista Mirco Maistro, la pianista Debora Petrina e la cantante Patrizia Laquidara, ha consentito a Emilio Franzina di allestire numerose narrazioni e racconti di sicura qualità che senza nulla sacrificare al rigore della ricostruzione storica, restituiscono in modo festevole (sin dove possibile s’intende) il significato e i contorni di un tempo che fu, ma che spesso contribuì a generare (e ancora forse condiziona ) quello presente in cui tutti viviamo.
Da “La volta che vincemmo noi” (1988) a “Il Leone,la Croce e i Tre Colori” (1998), ma soprattutto da “Storieincanto” (2000) a “Nordest Transformer” (2001), da “Storie di storia” (2003) a “Cantandone da vivi…”, “Ch’el Signur fermi la vuere” (2005) e “Semo tuti americani” (2007), da “L’altro mondo del Generale: Giuseppe Garibaldi fra esilio ed emigrazione” (2007/2008) a “Le stagioni di Gigi: lingua, dialetto e musica nella “roba” di Luigi Meneghello” (2009), sono così stati messi in scena di volta in volta, attraverso canti popolari, inni,canzoni ecc., interi periodi storici e una grande varietà di eventi e di avvenimenti (il Risorgimento, le due guerre mondiali, la Resistenza, l’antimilitarismo, le tradizioni popolari, le lotte politiche e sindacali ecc.) fra cui spiccano, pour cause, le migrazioni di ieri e di oggi. Ad esse sono dedicati spazi complessi – come avviene in “Nordest Transformer” – e riflessioni più lineari e raccolte come queste di “Esuli, profughi, rifugiati e….(in una parola) migranti” che ha debuttato nel settembre del 2005 a Parigi alla Maison de l’Italie e, poco dopo, al primo Festival della Storia di Savigliano Saluzzo.

“Esuli, profughi, rifugiati e…. (in una parola) migranti” corona in particolare, sotto il profilo delle “conferenze spettacolo”, un intenso lavoro d’indagine storica sui rapporti fra canto ed emigrazione presentato per la prima volta dal suo autore a Duluth (Minnesota) presso l’Immigration History Research Center dell’Università di Minneapolis nel 2004. Le ultime rappresentazioni di questa speciale “conferenza spettacolo” hanno avuto luogo fra il 2007 e il 2009, oltre che negli Stati Uniti e in Italia (a Perugia, a Este, ecc.), ancora all’estero, a Dudelange (Lussemburgo), in Brasile a Belo Horizonte e a Machado (Minas Gerais) e a Mendrisio e Lugano nella Svizzra italiana.
In uno sviluppo per “quadri” vengono ripercorse attraverso il canto e la musica le tappe delle migrazioni stagionali e temporanee dal Nord della penisola verso i limitrofi paesi europei (la Francia per i piemontesi e i lombardi, la Svizzera e le “Germanie” per i veneti e i friulani) avvicinandosi gradatamente alla scelta, fatta dai più, di abbandonare l’Italia per recarsi oltreoceano, spesso in pianta stabile e definitiva. Alla storia degli italiani in America così del Nord come del Sud (specie in Brasile e in Argentina) è dedicato un capitolo denso di memorie sulla fatica , sui sacrifici, ma anche sulle lotte sostenute dagli emigranti, uomini e donne divenuti immigrati, onde affermarsi economicamente e per “americanizzarsi” via via, senza perdere però i connotati di fondo della propria cultura originaria. In tale percorso uno spazio simbolico di rilievo è riservato, oltre che alle donne, come nuovi esuli o moderni “profughi d’Italia” – sia per l’estrazione geografica dei due protagonisti e sia per la loro drammatica notorietà – al pugliese Nicola Sacco e al piemontese Bartolomeo Vanzetti la cui tragedia culminò, com’è noto, in una esecuzione capitale destinata quasi a siglare, nel 1927, la chiusura degli sbocchi emigratori durata sino alla parziale ripresa postbellica quando, dopo altri trent’anni di esperienze di vita e di lavoro all’estero, l’emigrazione “nostra” cominciò gradatamente a cedere il posto all’immigrazione straniera in Italia. Ad essa , in conclusione, si volgono il racconto e la riflessione “in parole e in musica” con l’uso di testimonianze letterarie (diaristiche, autobiografiche ecc.) ed anche epistolari di prima mano degli odierni immigrati, in particolare le donne (domestiche, badanti, operaie, prostitute) e i discendenti degli antichi emigranti in Argentina e Brasile, a spontaneo riscontro di quelle utilizzate in precedenza per descrivere momenti, passi e “passaggi” dell’antica emigrazione italiana in varie parti del mondo e segnatamente in America Latina.

Emilio Franzina
(Valdagno, 10 marzo 1948), è professore ordinario di Storia Contemporanea nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Verona. Ha collaborato intensamente con varie riviste (da Belfagor a Quaderni Storici) e siede nel comitato scientifico di alcune altre (Altreitalie, per stare in tema, Studi Emigrazione, ecc.), mentre da quattro anni,dopo averlo fondato, dirige assieme a Matteo Sanfilippo l'”Archivio storico dell’emigrazione italiana”.
I suoi principali interessi spaziano dalle ideologie economiche allo sviluppo capitalistico e industriale, dalla diaristica alla scrittura popolare, dal movimento cattolico a quello socialista fra otto e novecento anche se il suo campo d’indagine preferito sono da sempre i movimenti migratori di massa con particolare riguardo alla storia del Brasile , dell’Argentina e dell’America Latina da un lato e dell’area regionale veneta e dell’Italia continentale e padana da un altro. Tra i suoi numerosi libri si segnalano La grande emigrazione. L’esodo dei rurali dal Veneto (Marsilio 1976 tradotta in portoghese come A grande emigração, Campinas Unicamp Editora 2006), I Veneti in Brasile (Accademia Olimpica 1977) Merica! Merica! Emigrazione e colonizzazione nelle lettere dei contadini veneti e friulani in America latina,1876-1902 (Feltrinelli 1979, nuova ed. Cierre Editori 1994 e 2001), Venezia (Laterza 1986), La transizione dolce. Storie del Veneto fra ‘800 e ‘900 (Cierre 1990),Storia dell’emigrazione veneta dall’unità al fascismo, (ivi 1991 e ss.), L’immaginario degli emigranti, (Pagus 1992) , Gli italiani al nuovo mondo. L’emigrazione italiana in America , 1492-1942 (Mondadori 1995), Dall’Arcadia in America. Attività letteraria ed emigrazione transoceanica in Italia, 1850-1940, (Edizioni della Fondazione G.Agnelli 1996), La storia altrove. Casi nazionali e casi regionali nelle moderne migrazioni di massa (Cierre 1998), Casini di guerra. Il tempo libero dalla trincea e i postriboli militari nel primo conflitto mondiale (Gaspari 1999), Il Veneto ribelle. Proteste sociali, localismo popolare e sindacalizzazione tra l’unità e il fascismo, (ivi 2001), Storia dell’emigrazione italiana (condir.), 2 voll. (Donzelli 2001-2002) e ,con Matteo Sanfilippo, Il fascismo e gli emigrati, (Laterza 2003), ultime fatiche i volumi freschi di stampa Una patria espatriata. Lealtà nazionale e caratteri regionali nell’immigrazione italiana all’estero (secoli XIX e XX), Settecittà 2006 e Una Clio domestica e nazionale. Fedele Lampertico e la storiografia delle piccole patrie nel nation building italiano dell’800, Accademia Olimpica 2007
Sul piano dell’animazione musicale e teatrale, anche come derivazione delle sue indagini già edite in dizionari e miscellanee varie (Inni e canzoni), (Laterza 1995), Innodie proletarie (Editori Riuniti 1999), Canzoni di emigrazione (in Donzelli 2001 cit.) ), E.F. ha dato inoltre vita, nel corso degli ultimi 20 anni, a svariate iniziative sommariamente etichettabili come “conferenze spettacolo” accompagnandosi a complessi etnomusicologici e a professionisti del settore (Canzoniere Vicentino, Hotel Rif, Piccola Bottega Baltazar, Cantastoria ecc.).

Scritto il 9 giugno 2011
in Archivio, Edizione 2010

Con il contributo di

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