» Cinema

Teatro Stabile Sloveno
venerdì 29 novembre 2013 ore 19:00
ingresso: 4€

ore 19.00 film

Sta per piovere

di H. Rashid, Ita./Iraq 2013, 90′

Said, un giovane sicuro e ambizioso, nato e cresciuto a irenze , da genitori algerini, studia e lavora come panettiere part-time. A seguito del suicidio del direttore della fabbrica in cui lavora suo padre Hamid, la famiglia si trova di fronte alla lacerante realtà di non poter rinnovare il permesso di soggiorno, come fa da trent’anni, e riceve un decreto di espulsione .L’Italia, il paese che Said ha sempre considerato suo, appare ora come un muro di gomma che lo spinge a “tornare a casa”, in Algeria, luogo che lui non ha neanche mai visitato. Nel tentativo di trovare una soluzione, Said si appella agli avvocati, ai sindacati e alla stampa, cercando di portare attenzione su un problema concreto e sempre più presente nella società italiana; questo percorso lo porterà attraverso i meandri di una burocrazia legislativa retrograda e alla riconsiderazione della sua identità, riflettendo su un dilemma profondo: rimanere in Italia clandestinamente o partire per l’Algeria con la sua famiglia, aiutandola a ricostruirsi una vita nel paese che ha lasciato trent’anni fa? Pone l’attenzione sul grave problema degli immigrati di seconda generazione

ore 21.00 film

La pirogue

di M. Touré, Sen./Fra./Ger. 2012,87′, sott.it

Ogni anno dal Senegal, nei pressi di Dakar, migliaia di africani si assiepano sulle tradizionali imbarcazioni del luogo chiamate piroghe alla volta della Spagna e dell’Europa delle speranze. Il viaggio è molto lungo (almeno tre giorni di mare) e pericoloso, e di questi uomini che lasciano l’Africa, in cerca di un lavoro che possa sfamare la famiglia che si lasciano alle spalle, sono tanti quelli che non faranno più ritorno. Il dramma di Moussa Touré, intitolato semplicemente La pirogue, racconta di uno di questi infernali viaggi, in particolare quello capitanato da Baye Laye, un pescatore che si trova costretto a partire a causa della difficoltà di guadagnarsi da vivere con il proprio lavoro e a cui vengono affidate le vite di trenta persone tutte con lo stesso sogno e la stessa determinazione.

Il bel film di Touré ha il grande pregio di non indugiare troppo sulle vicende che portano alla difficile scelta di questi personaggi, ma dopo una breve introduzione ci trasporta fisicamente nel barcone insieme a queste persone che non hanno nulla in comune l’uno con l’altro, in alcuni casi non parlano nemmeno la stessa lingua. Durante il viaggio le inevitabili tensioni, in gran parte dovute anche alla scoperta di una passeggera clandestina, porteranno più volte a degli scontri ma le grandi difficoltà di un viaggio inevitabilmente senza lieto fine renderanno questo improvvisato gruppo più compatto e unito.

Ad una buona sceneggiatura in grado di tratteggiare con cura le motivazioni e delle illusioni di questi immigrati, si uniscono le efficaci performance dell’intero cast ed un ottimo lavoro sulla fotografia che riesce a trasportarci in modo convincente, e in alcuni momenti anche spaventoso, a bordo della piroga anche nei momenti più convulsi, come quando una terribile tempesta causa una tragedia dopo l’altra. Tante volte al cinema, anche recentemente, si è parlato di immigrazione, ma il realismo disincantato e malinconico con cui Moussa Touré chiude la sua storia colpisce al cuore con forza.

in collaborazione con Caritas Diocesana di Concordia-Pordenone, Caritas Diocesana di Gorizia, Cinemazero, CVCS, L’Altrametà, Time For Africa, ACCRI, Festival del Cinema Africano di Verona

Scritto il 30 settembre 2013
in Edizione 2013

Con il contributo di

Programma S/paesati

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