» 1791 – La Dichiarazione dei diritte delle Donne e delle Cittadine

di Olympe de Gouges
con Marcela Serli
Sara Beinat e gli studenti e le studentesse del Dams
Drammaturgia e regia di Sabrina Morena
Assistente alla regia Sara Pastorcich
Organizzazione Caterina della Zonca
Luci e fonica Luca Pozzetto
Costumi Glays Nader
Servizi tecnici Show Solutions

La drammaturga francese Olympe de Gouges scrisse nel 1791 il suo manifesto per le donne e nel 1793 fu decapitata dal tribunale rivoluzionario per essersi intromessa negli affari dello Stato. Attraverso le lettere, gli scritti e la sua requisitoria di difesa, tradotte per la prima volta in italiano, lo spettacolo ripercorre i momenti salienti della sua vita, creando l’occasione per leggere pubblicamente gli articoli della Dichiarazione attraverso la voce di numerose ospiti attive nella vita civile.
Olympe de Gouges incontra la giovane nuora Hyacinthe in cella pochi minuti prima di essere condotta al patibolo. Le consegna una lettera per il figlio, il suo orologio e una ricevuta del Monte di Pietà. In questi ultimi istanti ripercorre i momenti del processo e le ragioni della condanna, riflettendo sul ruolo della donna nella società e sognando la parità fra gli esseri umani. Olympe da ultimo affida alla giovane Hyacinthe La Dichiarazione affinché si possa realizzare con le future generazioni.
La Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina fu formulata da Olympe de Gouges e pubblicata fra il 4 e il 14 settembre 1791 nella Parigi rivoluzionaria. Il progetto, presentato alla Convenzione, se approvato, avrebbe significato il riconoscimento per la donna degli stessi diritti naturali dell’uomo e quindi anche una sua presenza attiva nella sfera pubblica. Palesemente modellata sulla Dichiarazione dei diritti del 1789, Olympe de Gouges volge al femminile tutti i diritti ampliandone alcuni sui temi riguardanti i figli naturali e le questioni di eredità.
Olympe de Gouges, il cui vero nome era Marie Gouze, allevata da Pierre Gouze, in realtà figlia naturale del marchese Lefranc de Pompignan, padrino di sua madre, presidente del Tribunale e famoso letterato, era nata il 7 maggio del 1748 nella regione di Montauban; suo padre adottivo era un macellaio, sua madre rivendeva abiti usati. Sposatasi a soli sedici anni per evadere dall’angusto ambito familiare, ebbe un figlio, ma a diciassette anni restò vedova e conobbe Jacques Biétrix, un ingegnere dei trasporti militari. Lui la condusse con sé a Parigi e qui lei cambiò il suo nome in Olympe de Gouges. Bella e corteggiata, frequentò i salotti più famosi, conobbe i più importanti scrittori e filosofi e cominciò a scrivere saggi, opere teatrali, manifesti, proclami, e nel 1874 compose anche un dramma nel quale si pronunciava, con forti accenti, contro la schiavitù, che andò in scena proprio nell’anno della rivoluzione, nel 1879. Ben presto Olympe si rivolse alla politica; dapprima rivoluzionaria, poi realista, infine repubblicana, convinta che la donna nasce libera ed ha gli stessi diritti dell’uomo, nel 1791 fondò il “Cercle social”, un’associazione che si prefiggeva la parità dei diritti delle donne, e pubblicò la “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina”. Si oppose alla condanna a morte del re e attaccò con vigore Robespierre che perseguita i suoi avversari politici, come i capi della Gironda. Il 20 luglio la de Gouges fa pubblicare le Tre Urne, una proposta girondina : quella di organizzare uno scrutinio con tre urne, una per la monarchia, una per il governo federale, una per il governo federale. In seguito a questa pubblicazione Olympe viene arrestata con l’accusa di “ aver fatto stampare opere che possono essere considerate un attentato alla sovranità del popolo”.Olympe de Gouges fu ghigliottinata il 3 novembre del 1793 “per aver dimenticato le virtù che convengono al suo sesso ed essersi immischiata nelle cose della Repubblica”.

Note di regia di Sabrina Morena: Dedico questo spettacolo al filosofo buddista Daisaku Ikeda che mi ha fatto conoscere questa dichiarazione quando nel suo libro “La saggezza del Sutra del Loto” cita Olympe de Gouges come “una delle tante persone che hanno sacrificato la vita per assicurare i diritti delle donne”. Conoscere questa donna che tanto si è impegnata nella società del suo tempo, è stato per me molto stimolante e fonte d’ispirazione. Olympe si è battuta perché le donne diventino “Donne di Stato” ed è arrivato il momento che la società si apra a questa possibilità. Molte scritti citati sono inediti, tradotti espressamente per lo spettacolo. Un primo passo verso la traduzione e la messa in scena dei suoi drammi, sempre attuali come “Zamore e Mizra” contro la schiavitù.

Una produzione Bonawentura, Associazione “Spaesati”, Teatro Stabile Sloveno in collaborazione con Ente Regionale Teatrale del FVG e DAMS (Università di Udine). Con il contributo dalla Provincia di Gorizia – Assessorato alle Pari Opportunità.

Scritto il 28 agosto 2009
in Produzioni, Teatro

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