» MEDITERRANEO // DALLA GRECIA A TRIESTE ATTRAVERSO I BALCANI

Teatro Miela // Caffé San Marco
venerdì 30 ottobre 2015 ore 15:00
ingresso: libero

ore 15.00 / ore 19.00 – Teatro Miela – convegno

MEDITERRANEO crocevia del mondo

Convegno a cura di Khaled Soliman Al-Nassiry e Gianfranco Schiavone con la giornalista e scrittrice Rasha Abbas, lo scrittore Ali Bader,  il giornalista Hussam Addin Mohammad.
Immaginare un modello di cooperazione sociale, politica e culturale  che possa facilitare la comunicazione fra i paesi europei e quelli delle altre sponde del mare che ci unisce.
In collaborazione con il Centro Studi al-Mutawassit/ Il Mediterraneo e ICS, ASGI.

Il convegno punta a fare un’analisi della situazione attuale nei paesi mediterranei – in particolare nel mondo arabo dalla Siria alla Tunisia e alla Libia, e nei paesi del sud Europa come la Grecia, l’Italia e la Spagna. Da una parte la Siria e la Libia sono devastati dal conflitto, mentre in Tunisia ci sono state delle elezioni democratiche e sono in corso numerosi processi di partecipazione.
Il convegno vuole inoltre immaginare un modello di cooperazione sociale, politica e culturale che possa facilitare la comunicazione fra i paesi europei e quelli delle altre sponde del mare che ci unisce. Attraverso il bacino del Mediterraneo per secoli sono transitate persone e saperi, culture e merci dando vita alle grandi civiltà che si sono espresse da una sponda all’altra. Anche oggi abbiamo una grande occasione perché questo scambio continui in modo proficuo e senza paura, operando con grande determinazione perché la pace si diffonda in ogni paese. Oggi più che mai bisogna pensare questo mondo al di là del conflitto e prepararsi per una nuova epoca.
Khaled Soliman Al – Nassiry (Damasco, 18 settembre 1979) Poeta, critico letterario e disegnatore grafico, è nato a Damasco nel 1979 da famiglia sirano-palestinese. Vive a Milano dal 2009. Attualmente lavora come direttore editoriale e disegnatore grafico per la casa editrice degli Emirati Noon. E’ coautore del film Io sto con la sposa.
Hussan Addin Mohammad è un giornalista con alle spalle una carriera di oltre 25 anni, dedicati alla scrittura e all’indagine di problematiche situazioni contemporanee che hanno a che vedere con l’immigrazione e l’integrazione. Ha lavorato per riviste e testate importanti, offrendo il proprio contributo come critico e scrittore. Ha fondato la casa editrice Al-Wa’I (دار الوعي) a Damascus ed è co-fondatore dell’Associazione Siriana scrittori. E’ stato ospite di numerosi incontri/dibattiti presso università e programmi televisivi e ha partecipato a diversi laboratori e conferenze come “The Middle East” a Londra nel 2001, “The World Festival” a Londra nel 2004 e ha preso parte alla “BBC Arabic Media” sempre a Londra nel 2010. E’ editore e traduttore di una serie di libri riguardanti questioni politiche, letterarie e biografiche tra cui “History of Injustice in the Arab World” (The Arabic Institute for Studies and Publishing, Beirut, 2006) e “Country of Words” (Dar Al-Saqi, Bierut, 2011).
Ali Bader è un pluripremiato scrittore e regista arabo, autore di numerose opere di narrativa e opere di saggistica, ha lavorato come corrispondente durante la guerra in Medio Oriente. Nato a Baghdad, ha studiato filosofia occidentale e letteratura francese. Nel 2001 ha pubblicato il suo romanzo seminale, Papa Sartre. Il focus del romanzo è la generazione del 1960, sulla quale ha svolto una critica per l’impatto negativo della sua influenza culturale ancora sentita dalla generazione attuale oggi. In particolare, il romanzo mette in evidenza le prove e le tribolazioni degli pseudo-intellettuali degli anni sessanta a Baghdad n forma di parodia. Per questo lavoro gli è stato conferito il Premio di Stato per la Letteratura a Baghdad nel 2002 e il premio tunisino Abu Al-Qassem Al-Shabi. Dopo il successo della critica nel mondo arabo è stato tradotto anche in inglese.
In seguito al romanzo The Family’s Winter del 2002 e dedicato al decadimento della élite irachena , pubblica nel 2003 The Road to Hill Mutran. In esso affronta i problemi sociali iracheni e la crescente divisione tra i suoi numerosi segmenti, profetizzando la disintegrazione del tessuto socio-economico già a brandelli in Iraq.
Nel 2007 il suo romanzo Running after the Wolves, dedicato agli intellettuali iracheni fuggiti in Africa a causa della persecuzione sotto la dittatura di Saddam Hussein gli da una sempre maggiore visibilità presso il circolo degli scrittori arabi.
Nel 2008, il romanzo il Tobacco Keeper ha evidenziato la vita culturale dopo gli eventi tumultuosi del 2003. Al centro del romanzo la vita di un artista e musicista iracheno ucciso a Baghdad nel 2006.
Rasha Abbas, è una giornalista e scrittrice siriana che attualmente vive a Berlino, Germania. Nel 2008 ha pubblicato la sua prima raccolta di saggi brevi, Adam hates the television, e ha vinto il premio per scrittori esordienti durante il festival culturale arabo della capitale Damasco. Nel 2013 ha partecipato alla scrittura della sceneggiatura di un cortometraggio,Happiness and Bliss, prodotto da Bedayat e nel 2014 ha contribuito in qualità di scrittrice e traduttrice a Syria Speaks: Art and Culture from the frontline, pubblicato da Saqi Books. Mentre lavorava alla sua seconda raccolta di saggi brevi intitolata The Gist of it, ha ricevuto la borsa di studio Jean-Jacques Rousseau con il supporto della Solitude Schloss Akademie di Stoccarda, in Germania.

 

Teatro Miela | Piazza Duca degli Abruzzi, 3
Ingresso libero

 

ore 20.30 – Caffé San Marco

DALLA GRECIA A TRIESTE ATTRAVERSO I BALCANI

Appunti di un viaggio con i migranti del fotografo Alberto Campi e la geografa Cristina del Biaggio

Nel 2012, Alberto Campi, fotografo, e Cristina Del Biaggio, geografa, decisero di andare incontro ai migranti che sceglievano la frontiera dell’Evros, tra Grecia e Turchia, per entrare in Europa. Proprio lì la Grecia aveva deciso di costruire un muro di 12,8 km per tentare di impedirne l’ingresso. Partirono, per capirne le ragioni e le conseguenze. Quel muro fu il primo in territorio europeo, dopo le barriere attorno alle enclave di Ceuta e Melilla; successivamente il modello è stato riprodotto alla frontiera bulgaro-turca, alla frontiera ungaro-serba e probabilmente sarà copiato anche alla frontiere greco-macedone.

Il 2012 è stato un anno particolarmente difficile per i migranti in Grecia: le violenze xenofobe, le ripetute operazioni di polizia e l’aggravarsi della crisi economica hanno portato decine di migliaia di migranti a cercare di abbandonare il territorio greco. La rotta dei Balcani occidentali era divenuta l’unica via di fuga percorribile. I nuovi rifugiati siriani, gli afgani e i pachistani hanno intrapreso il cammino verso nord attraverso la Macedonia e la Serbia per cercare di raggiungere l’Europa occidentale. Alberto e Cristina ne hanno documentano il percorso nel 2013-14 scoprendo in quell’occasione che la porta d’uscita dai Balcani, non era l’Italia, ma l’Ungheria. E’ da lì che i rifugiati ripartivano verso la Germania e la Svezia. Nel 2013, Trieste, alla soglia dei Balcani, ospitava migranti che arrivavano da nord e non da est. Un paradosso solo apparente, in realtà indotto dal sistema legislativo europeo, il regolamento Dublino, che invece di stabilizzare i migranti li obbliga ad un perpetuo vagabondaggio.

Caffè San Marco | Via Battisti, 18
Ingresso libero

Scritto il 8 ottobre 2015
in Edizione 2015

Con il contributo di

Programma S/paesati

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